Case History

Il recupero del Kursaal

Pier Luigi Nervi è un nome che nel campo dell’ingegneria equivale a quello di Le Corbusier nell’architettura.

Pier Luigi Nervi è un nome che nel campo dell’ingegneria equivale a quello di Le Corbusier nell’architettura.

Attivo dal primo dopoguerra fino ai primi anni sessanta, è stato un pioniere dell’uso del calcestruzzo armato, sfruttandone le caratteristiche tecniche per creare avveniristiche strutture estremamente leggere ed esili, la più nota delle quali probabilmente è il Palazzetto dello Sport di Roma (1956-57).

fischer Italia quindi ha risposto con grande entusiasmo alla richiesta di assistenza tecnica dell’arch. Guidaldi, progettista dell’intervento di restauro di un piccolo fabbricato ideato dall’architetto Attilio Lapadula nel 1950, sviluppato dal punto di vista strutturale da Nervi , nominato anche direttore lavori.

Si tratta di una singolare struttura a fungo, adibita inizialmente a ristorante, che ha ospitato negli anni d’oro del cinema italiano le serate di relax di Federico Fellini, Aldo Fabrizi e tanti altri personaggi del grande e piccolo schermo. La struttura, caduta in disuso per un lungo periodo, è stata poi destinata a discoteca fino a pochi anni fa.

La committenza ha voluto che l’edificio tornasse agli antichi fasti, commissionando un intervento di restauro che mirasse a recuperare la funzionalità statica originaria eliminando tutti gli interventi strutturali successivi.

La copertura è costituita, nella zona interna, da una sottile soletta nervata in calcestruzzo di forma circolare, sorretta da un solo pilastro centrale ed, esternamente, da una pensilina anulare a sbalzo, incastrata in una struttura costituita da travi e pilastri. Gli interventi posticci sono stati l’inserimento di una pesante finestratura di collegamento tra le due pensiline e l’aggiunta di una seconda serie di colonnine in acciaio all’estremità libera della pensilina esterna.

L’esile travatura tridimensionale in ferro-cemento (il famoso modo di costruire tipico di Nervi) versava in situazioni di grave degrado a causa sia dell’ambiente marino fortemente aggressivo, sia a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana: all’intradosso della pensilina esterna le armature risultavano corrose in più punti e il calcestruzzo di ricoprimento espulso.

La finestratura a cavallo tra le due pensiline, così come le colonne in acciaio sono state rimosse: prima di fare questo ovviamente si è reso necessario il sostegno degli elementi ammalorati. E’ stata poi ripristinata la funzionalità delle strutture portanti passivando le armature esistenti e ricostruendo il calcestruzzo espulso con betoncino ad alta resistenza. Infine è stato eseguito l’intervento per incrementare la resistenza statica delle strutture: prima sono state realizzate le piste di incollaggio preparando le superfici con il promotore di adesione fischer EC-Primer e con lo stucco epossidico di regolarizzazione fischer EC-Plaster; poi è stata stesa la resina epossidica fischer FRS-CB e 2 strati di nastro unidirezionale in fibra di carbonio FRS-CS con grammatura 600 gr/m². I nastri in fibra di carbonio sono stati ancorati ai pilastri in calcestruzzo con piastre in acciaio e barre filettate inghisate con resina fischer FIS EM. Tutta la copertura è stata protetta contro le infiltrazioni con una guaina bituminosa.

La struttura presenta pianta circolare e sfrutta ancora con unica grazia e genialità la tecnica del ferrocemento tanto cara a Nervi.

La struttura si compone di un fungo centrale che si collega a tutto tondo con la struttura sottostante, anch’essa circolare e a sbalzo, attraverso delle aperture che permettono alla luce di entrare sia dalla parte superiore, sia in corrispondenza del piano terra con una notevole visuale a tutto tondo.

La problematica principale era sicuramente quella di degrado diffuso delle strutture in calcestruzzo esposte in ambiente particolarmente aggressivo, quale quello in vicinanza del mare che aveva portato a diffusi stati di degrado e di distacco del copriferro causato dall’aumento di volume dei ferri di armatura.

Proprio questi ultimi rappresentavano l’elemento debole della struttura e inficiavano la capacità portante della stessa.

La necessità di mantenere assolutamente intatta la struttura originaria e le sue proporzioni e la problematicità riscontrata, hanno fatto propendere per l’impiego di materiali compositi. Gli FRP infatti hanno una invasività ridottissima e servono in questo caso ad integrare l’acciaio mancante.

In accordo con il progetto architettonico di recupero si è quindi proceduto andando a prevedere dei rinforzi all’estradosso degli sbalzi. In corrispondenza delle estremità dei rinforzi sono stati previsti dei cavallotti ad U in maniera tale da aumentare l’energia di delaminazione.

La superficie è stata preventivamente pulita, rimuovendo tutte le parti incoerenti e ammalorate, ricostruendo poi con l’impiego di stucco epossidico EC Plaster la sezione originaria.

Sono stati quindi applicati 2 strati di tessuto monodirezionale in carbonio ad alto modulo da 400gr/mq in corrispondenza delle nervature estradossali sia sullo sbalzo perimetrale sia sul fungo centrale.

In questo modo non si è per nulla alterato lo schema statico e l’impatto visivo dell’opera e allo stesso tempo sono stati garantiti i moderni requisiti di resistenza.

Team Engineering fischer

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